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Regolamento comunale per l'applicazione dell'imposta comunale sugli immobili I.C.I.

Regolamento comunale per l'applicazione dell'imposta comunale sugli immobili I.C.I.

 

 

Decreto Legislativo 30.12.1

2, n. 504 e successive modificazioni ed integrazioni

Decreto Legislativo 15.12.1

7, n. 446, Articoli 52 e 59

Legge 296/2006

 


Art. 1

 

Oggetto del regolamento ed ambito di applicazioneg

1.Il presente regolamento, adottato nell’ambito della potestà prevista dagli articoli 52 e 59

del decreto legislativo 15 dicembre 1

7, n. 446, integra le disposizioni di cui al Decreto

Legislativo 30 dicembre 1

2, n. 504 al fine di disciplinare l’applicazione nel Comune di Mariglianella dell’imposta Comunale sugli Immobili (I.C.I.) assicurando la gestione secondo principi di efficienza, economicità, funzionalità e trasparenza.

 


Art. 2


Determinazione dell’aliquota, dell’imposta e diversificazioni

1.In applicazione dell’art.1, comma 156 della Legge n.296/2006-Finanziaria 2007-, che ha

modificato l’art.6 comma 1, del D.Lgs. 504/92, Il Consiglio Comunale, entro l’approvazione

del bilancio di previsione, determina l’aliquota, diversifica la sua applicazione, determina i

criteri di esenzioni ed agevolazioni e determina i valori imponibili delle aree edificabili per

aree omogenee.

 


Art.3

 

Fabbricati. Casi particolari

1. In caso di fabbricato in corso di costruzione, del quale solo una parte sia stata ultimata, le

unità immobiliari appartenenti a tale parte sono assoggettate all’imposta quali fabbricati a

decorrere dalla data di ultimazione dei lavori, anche se parziale, ovvero, se antecedente,

dalla data in cui il fabbricato è stato iscritto in catasto o è comunque utilizzata.

Conseguentemente la superficie dell’area edificabile sulla quale è in corso la restante

costruzione, ai fini impositivi, è ridotta della quota risultante dal rapporto volumetrico

esistente tra la parte già costruita ed autonomamente assoggettata ad imposizione come

fabbricato e quella complessiva del fabbricato risultante dal progetto approvato.

 

 

Art.4

 

Determinazione del valore delle aree fabbricabilig

1.Ai sensi dell’art. 5, comma 5, del D.Lgs. n. 504/92, per le aree fabbricabili, il valore è

costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione,

avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla

destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno

necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree

aventi analoghe caratteristiche.

2.Fermo restando che il valore delle aree fabbricabili è quello venale in comune commercio,

il Consiglio comunale può determinare periodicamente e per zone omogenee valori di

riferimento minimi ai fini di facilitare l'adempimento fiscale del contribuente.

3.I valori di cui al precedente comma 2 non sono vincolanti né per il comune né per il

contribuente e non sono validi ai fini del rimborso di somme eventualmente versate in

misura superiore rispetto agli stessi.

4.I valori delle aree di cui al precedente comma 2, potranno essere variati periodicamente

con nuova delibera di Consiglio comunale adottata ai fini dell’approvazione del bilancio di

previsione per l’anno di riferimento. In assenza di variazioni si intendono confermati i

valori precedentemente deliberati.

5.In caso di edificazione dell'area, di demolizione e ricostruzione di fabbricato, di interventi

di recupero a norma dell'articolo 31, comma 1, lettere c), d), e), della legge 5 agosto

1978, n. 457, la base imponibile è costituita dal solo valore dell'area, la quale è

considerata fabbricabile, indipendentemente dal fatto che sia tale o meno in base agli

strumenti urbanistici.

6.In presenza di perizia di stima ovvero di atto idoneo al trasferimento del diritto di

proprietà o altro diritto reale su area edificabile, l'approvazione dei valori di cui al comma

2 non impedisce al comune di procedere al recupero dell'eventuale maggiore imposta

calcolata tenuto conto dei nuovi elementi desumibili dai suddetti atti.

 


Art. 5

 

Esenzioni

1. Ad estensione di quanto espressamente previsto dall’art. 7 del D.Lgs. n. 504/92 e in

applicazione della facoltà di cui all’art. 59, comma 1, lettera b), del D.Lgs. n. 446/97,

sono esenti dall’imposta:

a) gli immobili posseduti, a titolo di proprietà o di diritto reale di godimento o in qualità di

locatario finanziario, dallo Stato, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità

montane, dai Consorzi fra detti Enti territoriali, dalle unità sanitarie locali, dalle Istituzioni

sanitarie pubbliche autonome di cui all’art. 41 della Legge 23 dicembre 1978, n. 833,

dalle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, destinati esclusivamente

ai compiti istituzionali;

b) gli immobili di cui il Comune è proprietario, ovvero titolare dei diritti di usufrutto, di

uso, di abitazione o di enfiteusi sugli stessi, quando la loro superficie insiste interamente o

prevalentemente sul suo territorio.

c) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;

d) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all'articolo 5- bis del decreto del

Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e successive modificazioni;

e) i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto, purché compatibile con le

disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;

f) i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del

Trattato lateranense, sottoscritto l'11 febbraio 129 e reso esecutivo con legge 27 maggio

1929, n. 810;

g) i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è

prevista l'esenzione dall'imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;

h)i fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono stati recuperati al fine di essere

destinati alle attività assistenziali di cui alla legge 5 febbraio 1

2, n 104, limitatamente

al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attività predette;

i) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell'articolo 15

della legge 27 dicembre 1977, n. 984;

j) i fabbricati utilizzati dai soggetti di cui all'art. 87, comma 1, lettera c), del testo unico

delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22

dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo

svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali,

ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'art. 16, lettera a), della legge 20

maggio 1985, n. 222, a condizione che gli stessi fabbricati, oltre che utilizzati siano anche

posseduti dall'ente non commerciale utilizzatore.

2. L'esenzione spetta per il periodo dell'anno durante il quale sussistono le condizioni

prescritte.



Art.6

 

Riduzioni d’imposta per fabbricati inagibili ed inabitabili

1. Ai sensi dell’art. 8, comma 1, del D.Lgs. n. 504/92, come sostituito dall’art. 3, comma

55, della legge 662/96, nonché in applicazione della facoltà di cui all’art. 59, comma 1,

lettere h) del D.Lgs. n. 446/97, l’imposta è ridotta del 50% per i fabbricati dichiarati

inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il

quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità o inabitabilità deve consistere in un

degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente e simili) non

superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria bensì con interventi di

restauro e risanamento conservativo e/o di ristrutturazione edilizia.

2. Sono inagibili o inabitabili i fabbricati che si trovano nelle seguenti condizioni:

a) strutture orizzontali (solai e tetto di copertura) con gravi lesioni che possono

compromettere la stabilità dell’edificio con conseguente pericolo a cose o persone;

b) strutture di collegamento (scale e rampe) e strutture verticali (muri perimetrali o di

confine) con gravi lesioni che possono costituire pericolo e possano far presagire danni a

cose o persone, con rischi di crollo parziale o totale;

c) fabbricati per i quali è stata emessa ordinanza sindacale di sgombero o di demolizione.

3. Se il fabbricato è costituito da più unità immobiliari, catastalmente autonome e anche con

diversa destinazione, la riduzione è applicata alle sole unità dichiarate inagibili o

inabitabili.

4. L'inagibilità o inabitabilità è accertata dall'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del

proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa il

contribuente ha facoltà di presentare dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. 28

dicembre 2000 n. 445.

5. La riduzione dell’imposta si applica dalla data di rilascio della certificazione da parte del

Comune, dalla data dell’ordinanza sindacale oppure dalla data di presentazione al Comune

della dichiarazione sostitutiva. Il Comune si riserva comunque di controllare con proprio

personale la veridicità di tale dichiarazione.

Art.7

 

Abitazione principale e unità immobiliari equiparate

1.Agli effetti dell’applicazione dei benefici dell’aliquota ridotta e della detrazione d’imposta,

si considera abitazione principale quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo

di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente e ciò

deve essere comprovato dalla residenza anagrafica.

2.Sono equiparate all’abitazione principale, in applicazione della facoltà prevista all’art. 59,

comma 1, lettera e) del D.Lgs. n. 446/97 e ai sensi dell’art. 3, comma 56, della legge n. 662/96:

a) l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da cittadini italiani non

residenti nel territorio dello Stato ed iscritti all’A.I.R.E. presso il Comune di Mariglianella, a

condizione che la stessa non risulti locata o concessa in comodato d’uso;

b) l’unità immobiliare concessa in uso gratuito a parenti in linea retta fino al 2° grado

anche nel caso in cui l’abitazione in uso gratuito sia in comproprietà tra i comodanti,

purché il parente vi dimori abitualmente e ciò sia comprovato da residenza anagrafica.

3.Al fine di poter beneficiare di dette agevolazioni, il contribuente è tenuto a presentare al

Comune regolare dichiarazione I.C.I., ai sensi del successivo art. 10, entro il termine di

presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui si è beneficiato

dell’agevolazione. Qualora successivamente vengano a cessare le condizioni di fatto di cui

al presente comma, presenterà nuova dichiarazione di variazione.

4. Dall’imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto

passivo si detrae l’importo spettante a titolo di detrazione, approvato annualmente con

atto del Consiglio Comunale, rapportato al periodo dell'anno durante il quale si protrae

tale destinazione; se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti

passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale

la destinazione medesima si verifica.

5. In nessuno caso la detrazione d’imposta per ciascuna unità immobiliare adibita ad

abitazione principale, potrà superare l’importo massimo della stessa detrazione.

6. Esclusivamente per la fattispecie di cui alla lettera b) del presente articolo, nel caso in cui

l’abitazione sia posseduta in comproprietà, la detrazione spetta a tutti i proprietari

proporzionalmente alla quota di possesso.

 


Art. 8

 

Pertinenze abitazione principale

1. Ai sensi dell’art. 59, comma 1, lettera d), del D.Lgs. n. 446/97, agli effetti

dell’applicazione dell’aliquota ridotta e delle detrazioni d’imposta, si considerano parti

integranti dell’abitazione principale le sue pertinenze, anche se distintamente iscritte in

catasto, a condizione che le stesse siano destinate ed effettivamente utilizzate in modo

durevole a servizio della predetta abitazione.

2. Ai fini di cui al comma 1, sono considerate pertinenze le unità immobiliari quali garage,

box, posti auto, soffitte, cantine, magazzini o locali di deposito classificate o classificabili

nella categoria catastale C/2, C/6 e C/7, .

3. In caso di pertinenze classificate nella categoria catastale C/6 (garage, box, posti auto),

l’applicazione delle agevolazioni spetta ad una sola unità immobiliare.

4. Se la detrazione spettante per l’abitazione principale non è stata interamente usufruita,

può essere portata in diminuzione dell’I.C.I. dovuta per le pertinenze.

5.Resta fermo che l’abitazione principale e le sue pertinenze continuano ad essere unità

immobiliari distinte e separate ad ogni altro effetto stabilito dal D.Lgs. n. 504/92, ivi

compresa la determinazione per ciascuna di esse del proprio valore secondo i criteri

previsti nello stesso Decreto Legislativo.

6. Al fine di poter beneficiare di dette agevolazioni, il contribuente è tenuto a presentare al

Comune regolare dichiarazione I.C.I., di cui al successivo art. 10, entro il termine di

presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui si è beneficiato

dell’agevolazione. Qualora successivamente vengano a cessare le condizioni di fatto di cui

al presente comma, presenterà nuova dichiarazione di variazione.

7. Nel caso in cui la pertinenza sia posseduta in comproprietà, la detrazione spetta a tutti i

proprietari proporzionalmente alla quota di possesso.


 

Art.9

 

Versamenti

1.L’imposta complessivamente dovuta al Comune per l’anno in corso deve essere

corrisposta in due rate rispettivamente con scadenza 16 giugno in acconto e 16 dicembre

a saldo, oppure in un’unica soluzione annuale da corrispondere entro il 16 giugno.

2.L’imposta dovuta può essere corrisposta mediante versamento su conto corrente postale

o tramite Modello F24.

Utilizzando il bollettino postale il versamento si effettua:

- presso gli uffici postali;

Utilizzando il Modello F24 il versamento si effettua:

- presso gli uffici postali;

- presso gli sportelli del concessionario della riscossione o di qualsiasi banca.

3.Al fine di agevolare il pagamento il comune invia ai contribuenti che risultano negli archivi

degli anni precedenti, i bollettini di versamento con riportato il numero di conto corrente.

4.Ai soggetti passivi residenti all’estero è consentito effettuare il pagamento dell’imposta,

oltre che nei modi di cui ai commi precedenti, anche mediante unica soluzione entro la

data di scadenza del 16 dicembre, con la maggiorazione del 3,65% degli interessi calcolati

sulla quota che si sarebbe dovuto versare in acconto entro il 16 giugno.

5.Nel caso di fallimento o liquidazione coatta amministrativa, il pagamento dell’imposta

dovuta per il periodo di durata dell’intera procedura concorsuale, deve essere effettuato

dal curatore o dal commissario liquidatore entro 3 mesi dalla data del decreto del

trasferimento degli immobili.

6.I versamenti d’imposta effettuati da un contitolare anche per conto degli altri, si

considerano regolarmente effettuati purché l’imposta relativa all’immobile in questione sia

stata totalmente assolta per l’anno di riferimento.

7.Si considerano correttamente eseguiti i versamenti effettuati, interamente o

parzialmente, da un erede a nome del defunto oppure a suo nome, purché l’imposta

corrisponda a quella dovuta a seguito di variazione. Tale possibilità è concessa

unicamente per l’anno in cui si è verificato il decesso.

8.Sono considerati validi e non sanzionabili i versamenti tempestivamente eseguiti, per

giusto importo, a concessionario incompetente e/o ad altro comune.

9.Il contribuente resta comunque obbligato alla corresponsione dell’imposta, ove il comune

non possa procedere al recupero diretto delle somme presso l’ente o il concessionario che

le ha percepite.

10.Il comune procede su istanza di parte o d’ufficio al riversamento delle somme spettanti ad

altro comune, quando erroneamente versate al comune di Mineo, in quanto non competente.

11. Il pagamento deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione

è pari o inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo.

12.Non si fa luogo a versamento quando l’imposta dovuta per ogni anno risulta inferiore a €

4,00. Resta fermo che i versamenti a titolo di ravvedimento operoso devono sempre

essere eseguiti.

13.Il Funzionario Responsabile I.C.I. ha facoltà di differire la scadenza dei termini ordinari di

versamento, per un massimo di 60 giorni, nei casi di posizioni contributive soggette a

riesame ai fini del corretto computo dell'imposta. A tal scopo il contribuente presenta

apposita istanza motivata al Funzionario responsabile del Tributo che provvederà

all'eventuale accoglimento della richiesta.

 


Art. 10


Dichiarazioni

1.Le variazioni intervenute fino alla data del 31 dicembre 2006 sono soggette all’obbligo di

presentazione della dichiarazione di cui all’art. 10, comma quattro del D.Lgs. n. 504/92.

2.Per le variazioni che intervengono dalla data del 1 gennaio 2007, ai sensi delle

disposizioni contenute nel comma 53 dell’art. 37 del D.L. 223/2006 e del comma 161

dell’art. 1 della Legge 296/2006, è soppresso l’obbligo di presentazione della

dichiarazione ai fini dell’I.C.I. di cui all’art. 10, comma 4, del D.Lgs. n. 504/92.

3.In ogni caso, per le fattispecie di cui al comma 2, permane l’obbligo dichiarativo previsto

dall’art. 10, comma 4, del D.Lgs. n. 504/92, in presenza di casi di riduzione di imposta e

nei casi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta dipendano da atti per i quali non

sono applicabili le procedure telematiche previste dall’articolo 3 bis del D.Lgs. 18

dicembre 1

7, n. 463, concernente la disciplina del modello unico informativo.

A titolo puramente esemplificativo si elencano i casi più frequenti ancora assoggettati

all’obbligo di presentazione della dichiarazione:

- atti di donazione;

- trasferimento di proprietà o costituzione di altro diritto reale su aree fabbricabili e

modifica del valore venale delle stesse;

- contratti di locazione finanziaria immobiliare

- atti di concessione amministrativa su beni demaniali,

- inagibilità o inabitabilità di fabbricati,

- acquisto o perdita del diritto ad esenzioni o agevolazioni

- agevolazioni previste per l’abitazione principale e relative pertinenze nonché le

fattispecie di concessione in uso gratuito ai sensi dell’art. 6, comma 2, lettera e);

- valore contabile per i fabbricati di cui all’art. 5, comma 3, del D.Lgs. 504/92 e

successive modificazioni ed integrazioni.

4.Per tutti i casi in cui permane l’obbligo di presentazione della dichiarazione, il termine

previsto coincide con quello relativo alla presentazione della dichiarazione dei redditi

relativa all’anno in cui ha avuto inizio il possesso dell’immobile oppure siano intervenute

le variazioni previste.

5.Per gli immobili oggetto di proprietà comune dell’edificio, indicati nell’art. 1117, n. 2), del

codice civile (portineria, alloggio del portiere/custode, lavanderia e altri simili servizi in

comune) accatastati in via autonoma, la dichiarazione deve essere presentata

dall'amministratore del condominio per conto di tutti i condomini.

6.Per gli immobili compresi nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa, il

curatore o il commissario liquidatore devono presentare al Comune una dichiarazione

attestante l’avvio della procedura entro 90 giorni dalla data della loro nomina.

 


Art. 11


Attività di accertamento

1.Il comune procede alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli, dei parziali,

ritardati e omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con

raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato.

2.Gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31

dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono

stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere

contestate o irrogate le sanzioni amministrative, a norma degli articoli 16 e 17 del

Decreto Legislativo 18 dicembre 1

7, n. 472, e successive modificazioni.

3.Gli avvisi di accertamento devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto ed

alle ragioni giuridiche che li hanno determinati. Se la motivazione fa riferimento ad un

altro atto non conosciuto né ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all'atto

che lo richiama, salvo che quest'ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale.

4.Gli avvisi devono contenere, altresì, l’indicazione dell’ufficio presso il quale è possibile

ottenere informazioni complete in merito all’atto notificato, del responsabile del

procedimento, dell’organo o dell’autorità amministrativa presso i quali è possibile

promuovere un riesame anche nel merito dell’atto in sede di autotutela, delle modalità,

del termine e dell’organo giurisdizionale cui è possibile ricorrere, nonché il termine di

sessanta giorni entro cui effettuare il relativo pagamento.

5.In applicazione alla facoltà prevista dall’art. 59, comma 1, lettera m), del D.Lgs. n.

446/97, si adottano, in quanto compatibili, le norme relative all’istituto dell’accertamento

con adesione del contribuente con i criteri stabiliti dal vigente regolamento generale delle

entrate tributarie.

6.Con delibera della Giunta comunale è designato il funzionario responsabile cui sono

conferiti le funzioni e i poteri per l'esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale

dell'imposta; il predetto funzionario sottoscrive gli avvisi di accertamento.

7.Ai fini dell'esercizio dell'attività di liquidazione ed accertamento il Comune può invitare il

contribuente, indicandone il motivo, a esibire o trasmettere atti e documenti, oppure

inviare ai contribuenti questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico,

sollecitandoli a restituirli compilati e firmati, nonché richiedere dati, notizie ed elementi

rilevanti nei confronti dei singoli contribuenti agli uffici pubblici competenti, con esenzione

di spese e diritti.

8.Qualora la compilazione degli avvisi di accertamento venga effettuata mediante sistemi

informativi automatizzati, la sottoscrizione autografa può essere sostituita dall’indicazione

a stampa del nominativo del funzionario responsabile.

9.In applicazione dell’art. 59, comma 1, lettera l) punto 5, del D.Lgs. n. 446/97, il Funzionario Responsabile I.C.I. cura il potenziamento dell’attività di controllo, mediante collegamenti con i sistemi informativi del Ministero delle Finanze e con altre banche dati rilevanti per la lotta all’evasione, proponendo tutte le possibili azioni da intraprendere.

10.Non si fa luogo all’emissione di avvisi di accertamento se l’ammontare dell’imposta,

maggiorata delle sanzioni ed interessi, con riferimento ad ogni periodo d’imposta, non

superi € 16,53.

Art. 12


Riscossione coattiva

1.Le somme liquidate dal comune per imposta, sanzioni ed interessi, se non versate entro il

termine di 60 (sessanta) giorni dalla notificazione dell'avviso di accertamento, sono

riscosse, salvo che sia stato emesso provvedimento di sospensione, coattivamente

mediante ruolo per tramite del Concessionario alla Riscossione.

2.Il relativo titolo esecutivo (cartella ) deve essere notificato al contribuente, a pena di

decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è

divenuto esecutivo.

3.Non si fa luogo all’iscrizione a ruolo se l’ammontare dell’imposta, maggiorata delle

sanzioni ed interessi, risulta inferiore a € 16,53.

 

Art. 13

 

Rimborsi

1. Il contribuente, pena decadenza, può richiedere al comune il rimborso delle somme versate e non dovute a titolo di I.C.I., entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato definitivamente accertato il diritto alla restituzione e la sua esecuzione dovrà avvenire entro 180 dalla richiesta.

2. La procedura di rimborso si attiva sulla base di specifica, motivata richiesta da parte del

contribuente interessato.

3. Non si fa luogo al rimborso se l’importo dovuto per ogni anno risulta inferiore a € 16,53.

 

Art. 14


Contenzioso

1.Ai sensi 9dell’art. 15 del D.Lgs. n. 504/92, contro l'avviso di accertamento, il

provvedimento che irroga le sanzioni, il ruolo, il provvedimento che respinge l'istanza di

rimborso, può essere proposto ricorso secondo le disposizioni di cui al decreto legislativo

n. 546/92 e successive modificazioni ed integrazioni.

 


Art. 15


compensi incentivanti

1. In applicazione dell’art. 59, comma 1, lettera p), del D.Lgs. n. 446/97, una quota pari

3% del gettito dell’imposta è destinata per il potenziamento dell’Ufficio Tributi e per

l’attribuzione al personale addetto di compensi incentivanti.

2. Il fondo di cui al precedente comma 1 sarà ripartito dal Funzionario Responsabile, con

apposita Determinazione, nel rispetto dei criteri appositamente stabiliti annualmente dalla

Giunta Comunale:

 

Art. 16

 

Norme di rinvio

1.Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento, si rinvia alle normative

legislative inerenti all’imposta comunale sugli immobili; al Regolamento generale delle

entrate tributarie comunali vigente, nonché ad ogni altra normativa vigente applicabile al

tributo.

 

Art. 17


Entrata in vigore

1.Le disposizioni del presente regolamento entrano in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2010.